ISPIRAZIONI

IL POTERE DEI VIAGGI: COSA MI HA REGALO LOMBOK

Non sono la regina dei post personali ed emozionali. Anzi, se proprio dobbiamo dirla tutta faccio abbastanza schifo perché parlare ed aprirmi non è esattamente mil mio forte. Farlo davanti ad una tastiera è più facile, ma sapendo che poi l’articolo verrà messo online a disposizione di tutti mi blocca sempre.

Oggi però va così. Pubblico un post molto diverso dal solito. Chi se ne frega per una volta si SEO, visite, numeri e itinerari.
Nessuna dritta per visitare una città. Nessun consiglio utile. Solo tante parole sconclusionate scritte su di una tastiera, che vogliono ricordare uno dei momenti più belli di viaggio del 2019.

viaggio a Lombok
Proprio quell’ultimo viaggio a Bali di giugno che è arrivato all’improvviso.
Dopo essere stata in Australia dalla mia amica Dànila a febbraio, abbiamo iniziato a parlare e fantasticare sull’apertura di un nuovo sito internet.
Abbiamo iniziato a lavorare, a creare. Abbiamo iniziato a credere in questo progetto. Ed un giorno, durante una delle nostre telefonate ad orari improbabili – grazie al fuso orario Milano/Perth – la battuta:

Dovremmo lanciare il nostro nuovo sito mentre sorseggiamo un cocktail a Bali“.

E a Bali ci siamo andate per davvero!
Abbiamo lavorato, lanciato il nostro nuovo sito internet e poi ci siamo godute un po’ di relax, prima alle Isole Gili e poi a Lombok.

E se Bali e le Isole Gili mi avevano già conquistato anni fa, Lombok era sulla mia lista di posti da vedere da molto tempo. Anche se per pochi giorni, sono riuscita a godere dell’autenticità della piccola isola ad est di Bali e ne sono rimasta completamente folgorata.
Dimenticatevi lo schifoso inferno di Kuta (che non è Bali per niente!), dimenticatevi l’aria mezza hipster che si respira a Canggu – nuova casa dei nomadi digitali di tutto il mondo – e dimenticatevi il caos turistico dell’isola degli Dei.
Con una casa a più di due ore di auto dal porto di attracco, immersa in mezzo alle palme e affacciata sul mare sono riuscita ad assaporare in pochi giorni ciò che Lombok è.

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In questo viaggio ci siamo concesse una casa da ricchi.
Si, perché in questa parte di mondo – con pochi euro – si può soggiornare in una villa gigante, con piscina a sfioro affacciata sul mare e una bellissimo giardino con piante di frangipani.
Ma non é la parte materiale il ricordo migliore che ho portato a casa.
viaggio a Lombok

viaggio a Lombok

Quello che ho portato a casa da Lombok sono stati attimi di felicità vera.
Quella felicità e quella leggerezza che ti commuovono.

Attraversare le strade di un’isola, rasa al suolo da un violento terremoto l’anno prima, è toccante.
Viaggiando ti accorgi di quanta umanità c’è ancora nel mondo, quell’umanità che noi occidentali abbiamo decisamente un po’ perso.

Se il loro stile di vita è diverso dal nostro non significa che noi siamo persone migliori. Significa solo che siamo stati più fortunati sotto alcuni aspetti.
Ma ne siamo poi così veramente e profondamente sicuri? Io credo di no. Perché l’umanità e la gentilezza trovate qui, difficilmente le potremo ritrovare in qualsiasi angolo troppo occidentalizzato del Mondo.
La mancanza di arroganza sopra ogni cosa. Nei miei vari viaggi mi è capitato di assistere a scene in cui mi sono vergognata appartenere alla stessa razza “umana” di determinate persone (per non parlare di ciò che avviene nel quotidiano della nostra vita “reale”).

Lombok è stato uno dei posti in cui l’apertura e la curiosità verso lo straniero erano reali e sincere e non solo un modo per “sfruttare” il turista di turno.
Ho trovato la voglia di conoscere e di parlare con il prossimo, ho riscoperto la curiosità pura verso lo straniero, probabilmente accentuata dal nostro vagare a piedi per le strade del posto in cerca del chioschetto locale dove mangiare insieme a loro, piuttosto che scegliere un posto in una località più turistica a Sud dell’isola.
Mi si è letteralmente sciolto il cuore ad ogni saluto ricevuto – con il sorriso e la felicità mista a timidezza – di chi passava sul suo scooter e ci salutava urlando a squarciagola o muovendo timidamente la mano.

viaggio a Lombok

Durante un percorso molto importante che sto facendo, poche settimane fa mi è stato chiesto di chiudere gli occhi e di immaginare un momento dove ero felice. Me ne sono girati molti per la testa ma mi sono focalizzata sulla prima giornata sull’isola.

Mi si è subito ricreato in mente l’ora del tramonto – del primo tramonto a Lombok – quando, mentre io e le mie amiche eravamo prontissime per innamorarci del cielo infuocato nella spiaggia di fronte alla casa, una ragazzina del posto si è avvicinata a noi per curiosità (insieme ad uno stuolo di bambini tra i 5 e i 7 anni di cui si stava occupando). Abbiamo iniziato a provare ad approcciarci, con le difficoltà che si trovano nel parlare in tutto 6 lingue completamente differenti tra loro ma senza averne nemmeno una in comune. Eppure eravamo tutte a nostro agio perché in quel momento stavamo mostrando i nostri cuori gentili ed educati.
Ma quale miglior lingua esiste al mondo se non il gioco? E proprio da questo gioco con loro ne è nato un altro momento importante.
Una mamma con 3 ragazzini si avvicina chiedendoci se i ragazzi possono venire a provare la piscina di casa.
Come dire di no? E così ci è sembrato di aprire le porte ad un enorme luna park che per noi era quasi la normalità.
E quando il giorno dopo ti svegli, ti metti in giardino e ti vedi arrivare gli stessi bimbi – con altri 3 o 4 amici – che ti guardano con gli occhioni giganti facendoti segno di poter venire di nuovo in piscina, ti accorgi che la felicità a volte è veramente nelle piccole cose.

Probabilmente quei bambini non si ricorderanno già più di me, di noi.
Forse già hanno dimenticato i mille e più tuffi in piscina. I pancakes e la coca cola offerta. Le risate e i giochi fatti insieme, pur non parlando una sola parola nella stessa lingua.
Ma io li porterò sempre nel mio cuore.
Sempre cosí piccoli. Sempre cosí sorridenti.

viaggio a Lombok
Li ho trovati in un momento particolare della mia vita. Un momento dove tante volte – come mai prima – mi faccio tante domande. Un momento dove ogni giorno ci sono paranoie che non mi abbandonano.
E loro mi hanno ricordato cosa sono la spensieratezza e la felicità.

(Anche se mia nipote ci pensa ogni santo giorno anche qui a casa ♥️)

Cosa significa non avere niente, ma avere tutto allo stesso tempo.
Avremmo tutti bisogno di un po’ di Lombok nella nostra vita.

Elisa - Tripvillage
Elisa - Tripvillage
Classe 1986. Acquario. Amo la danzare, viaggiare, i cani, il mare e l'estate. Dammi una spiaggia e sono felice. Introversa e sognatrice. A volte troppo. Ma non é mai abbastanza.
Tripvillage - Travel Blog di Elisa
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